lunedì 21 febbraio 2011

Foto di sabato 19 febbraio

Sabato, 19 febbraio 2011
Dal nostro inviato infortunato Marco La Postata, riceviamo e volentieri pubblichiamo le seguenti foto di quelli che vengono.





















sabato 19 febbraio 2011

È tempio di birra!

Mercoledì prossimo 23 febbraio, dopo la classica del mercoledì, presso Il Tempio della birra, Olofausto consegnerà a quelli che vengono e ad alcuni di quelli che non vengono gli accappatoi in vetroresina con il bassorilievo del simbolo di quelli che vengono. Segue elenco degli aventi diritto.

El Muto
Viscenso
El Gigi
El Jani
DANILO Al 'Nzaqqawi
FABRIZIO Spumone Littorina
TONY Lanfranco Pompey
MARCO La Postata
FILIPPO Gascoigne
FRANCO El Notaro
PASQUALE
LORENZO El Cacao Meravigliao
PAOLO Pulitelli
CARLO El Puma
ANDREA PT
MARCO Franciosa Rowenta La Bionda
ALESSANDRO Il postino
LORENZO PT
DELIO e le storie tese
GABRIELE R.
ROBERTO C.
FAUSTO Olo
FABRIZIO PT
LUCA PT

sabato 12 febbraio 2011

El Mulo

C'era una volta El Mulo...così potrebbe cominciare una favola edita da quelli che vengono. Sì, certo, penserete, vuoi raccontare la storia di Marco "El Mulo" Iacovoni, le sue res gestae. E, invece, no: qui si tratta di uno che tira calci in avanti e poi accusa la vittima di averlo fatto. Il problema è che si tratta anche di un ministro. E, per di più, del ministro della difesa, che, da questo momento in poi dovrebbe essere chiamato piuttosto "dell'offesa".

giovedì 10 febbraio 2011

Uomini e donne

Dalla Repubblica dell'8 febbraio 2011 — pagina 13
di Anna Bravo

Uomini abbiate più coraggio tocca anche a voi vergognarvi

NON capisco perché alcuni uomini debbano fare appello alla propria componente femminile per indignarsi di fronte al cosiddetto Rubygate, mentre avrebbero di che indignarsi in prima persona. A uscire devastata dalla vicenda è più l' immagine maschile che l' immagine femminile. Ragazze che si vendono - un fatto che mette ansia, perché la prima giovinezza è un impasto delicato di furbizia, ingenuità, voglia di spadroneggiare, vulnerabilità. Ma soprattutto uomini che soltanto grazie al denaro e al potere dispongono del loro corpo (o magari solo della loro attenzione) e le gratificano con regali comprati all'ingrosso. Eppure, mentre molte di noi si preoccupano della dignità femminile, nessun uomo ha sentito il bisogno di difendere quella del genere maschile. Certo, il modello Berlusconi è così grezzo e simbolicamente violento che per un uomo di buona volontà può essere difficile vederlo come una ferita inferta (anche) alla propria immagine. Ma, cari, quel modello vi rappresenta in giro per il mondo. Mi stupisce che la vergogna provata da tanti di voi riguardi l' essere italiani, e non l' essere uomini italiani. Vi sentite incolpevoli? ma allora dovreste sentirvi incolpevoli anche come italiani. Berlusconi vi sembra un alieno? forse, ma non cambia il fatto che appartenete allo stesso sesso. Alcuni uomini (penso a singoli, all' associazione Maschile plurale, a vari altri gruppi) hanno capito da decenni che non aver mai commesso stupro non basta a chiamarsi fuori da un mondo maschile in cui la violenza contro le donne si ripete ogni giorno. Uno sforzo, e potreste capire che neppure dallo svilimento delle donne è possibile chiamarsi fuori, che c' è una responsabilità sovraindividuale - beninteso, non come colpa general/generica o dannazione originaria, ma nel senso in cui la intende Amery: come somma delle azioni e omissioni che contribuiscono a fare (o a lasciar sopravvivere) un clima. Non mi riferisco soltanto al sesso in compravendita, e neanche al rischio di degradazione che pesa sulle relazioni uomo/donna - problema politico per eccellenza, a dispetto di chi invoca: «torniamo alle cose serie». Intendo un clima in cui le parole delle donne spesso non sono richieste, e se sì, si ascoltano con l' orecchio sinistro, in cui i vertici di qualsiasi realtà sono clan maschili. Eccetera. Un clima, anche, in cui pochissimi e pochissime possono invecchiare in pace senza sognare/temere/detestare la bellezza e la giovinezza. Prima di indignarsi per interposta donna, alcuni di voi potrebbero aiutarsi con la memoria. Nel Sessantotto e con molta più forza nel femminismo, c' era la buona abitudine di chiedere alle persone da che luogo parlassero, e il luogo era la condizione personale, i comportamenti, l' ideologia, l' istituzione di cui si faceva parte e altro ancora. Voi parlate come se viveste in una camera sterile, con un filtro all'entrata per proteggervi dal contagio delle brutture altrui, e uno all'uscita per fare il restyling alle vostre - diverse, perché no, ma brutture comunque. Parlate come se la buona volontà e un po' di buon gusto vi mettessero per così dire al di sopra delle parti. Il che può spiegare certe dichiarazioni stravaganti, ma fa anche sospettare che in un angolo della vostra mente riposi la vecchia filosofia secondo cui il maschile equivale all'universale. Capire che i soggetti sono due, uomo e donna, e che il primo non può rappresentare il secondo, per noi è stata una delizia. Su, non fateci ripetere cose tanto ovvie!
ANNA BRAVO