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martedì 5 marzo 2013

Facciamo agenda!

Perché tanti problemi per sapere se il nuovo governo dovrà seguire l'agenda del Movimento 5 stelle o quella del PD o una via di mezzo tra le due, o chissà quale altra?
Un'agenda esiste già, quella di Michelle Conceicao, utilizzata dalla procura della Repubblica di Milano per il processo contro Berlusconi per prostituzione minorile e concussione. Eccone un estratto, tanto per rinfrescarci la memoria


sabato 12 febbraio 2011

El Mulo

C'era una volta El Mulo...così potrebbe cominciare una favola edita da quelli che vengono. Sì, certo, penserete, vuoi raccontare la storia di Marco "El Mulo" Iacovoni, le sue res gestae. E, invece, no: qui si tratta di uno che tira calci in avanti e poi accusa la vittima di averlo fatto. Il problema è che si tratta anche di un ministro. E, per di più, del ministro della difesa, che, da questo momento in poi dovrebbe essere chiamato piuttosto "dell'offesa".

giovedì 10 febbraio 2011

Uomini e donne

Dalla Repubblica dell'8 febbraio 2011 — pagina 13
di Anna Bravo

Uomini abbiate più coraggio tocca anche a voi vergognarvi

NON capisco perché alcuni uomini debbano fare appello alla propria componente femminile per indignarsi di fronte al cosiddetto Rubygate, mentre avrebbero di che indignarsi in prima persona. A uscire devastata dalla vicenda è più l' immagine maschile che l' immagine femminile. Ragazze che si vendono - un fatto che mette ansia, perché la prima giovinezza è un impasto delicato di furbizia, ingenuità, voglia di spadroneggiare, vulnerabilità. Ma soprattutto uomini che soltanto grazie al denaro e al potere dispongono del loro corpo (o magari solo della loro attenzione) e le gratificano con regali comprati all'ingrosso. Eppure, mentre molte di noi si preoccupano della dignità femminile, nessun uomo ha sentito il bisogno di difendere quella del genere maschile. Certo, il modello Berlusconi è così grezzo e simbolicamente violento che per un uomo di buona volontà può essere difficile vederlo come una ferita inferta (anche) alla propria immagine. Ma, cari, quel modello vi rappresenta in giro per il mondo. Mi stupisce che la vergogna provata da tanti di voi riguardi l' essere italiani, e non l' essere uomini italiani. Vi sentite incolpevoli? ma allora dovreste sentirvi incolpevoli anche come italiani. Berlusconi vi sembra un alieno? forse, ma non cambia il fatto che appartenete allo stesso sesso. Alcuni uomini (penso a singoli, all' associazione Maschile plurale, a vari altri gruppi) hanno capito da decenni che non aver mai commesso stupro non basta a chiamarsi fuori da un mondo maschile in cui la violenza contro le donne si ripete ogni giorno. Uno sforzo, e potreste capire che neppure dallo svilimento delle donne è possibile chiamarsi fuori, che c' è una responsabilità sovraindividuale - beninteso, non come colpa general/generica o dannazione originaria, ma nel senso in cui la intende Amery: come somma delle azioni e omissioni che contribuiscono a fare (o a lasciar sopravvivere) un clima. Non mi riferisco soltanto al sesso in compravendita, e neanche al rischio di degradazione che pesa sulle relazioni uomo/donna - problema politico per eccellenza, a dispetto di chi invoca: «torniamo alle cose serie». Intendo un clima in cui le parole delle donne spesso non sono richieste, e se sì, si ascoltano con l' orecchio sinistro, in cui i vertici di qualsiasi realtà sono clan maschili. Eccetera. Un clima, anche, in cui pochissimi e pochissime possono invecchiare in pace senza sognare/temere/detestare la bellezza e la giovinezza. Prima di indignarsi per interposta donna, alcuni di voi potrebbero aiutarsi con la memoria. Nel Sessantotto e con molta più forza nel femminismo, c' era la buona abitudine di chiedere alle persone da che luogo parlassero, e il luogo era la condizione personale, i comportamenti, l' ideologia, l' istituzione di cui si faceva parte e altro ancora. Voi parlate come se viveste in una camera sterile, con un filtro all'entrata per proteggervi dal contagio delle brutture altrui, e uno all'uscita per fare il restyling alle vostre - diverse, perché no, ma brutture comunque. Parlate come se la buona volontà e un po' di buon gusto vi mettessero per così dire al di sopra delle parti. Il che può spiegare certe dichiarazioni stravaganti, ma fa anche sospettare che in un angolo della vostra mente riposi la vecchia filosofia secondo cui il maschile equivale all'universale. Capire che i soggetti sono due, uomo e donna, e che il primo non può rappresentare il secondo, per noi è stata una delizia. Su, non fateci ripetere cose tanto ovvie!
ANNA BRAVO

giovedì 20 gennaio 2011

Rubbie troia e Pappone

Dal sito de il fatto quotidiano:

Ruby va a Canale 5 a farsi intervistare da Alfonso Signorini per salvare il premier. E racconta la sua verità, smentita dalle carte (leggi l'articolo di Gianni Barbacetto e Antonella Mascali). Intanto, dalle carte, spunta una storia sconvolgente. Ad attendere la marrocchina in via Fatebenefrattelli non c'era solo il consigliere regionale Nicole Minetti, ma anche la escort brasiliana Michele. La minorenne si allontanò proprio con quest'ultima: 32 anni, una laurea in psicologia. La sua professione, però, secondo i pm, viene rivelata dall'agenda sequestrata dalla polizia e messa agli atti dell'inchiesta. Dal taccuino escono i nomi di “Papi Silvio Beluscone”, “Juapaulo autista Beluscone” e “casa Roma Silvio”. Ma anche quello di Sandro Frisullo con a fianco annotato la parola “pulitico”. E in effetti Frisullo un politico lo è veramente. Di centrosinistra, quota Pd. Già vicepresidente della Regione Puglia capeggiata da Nichi Vendola, Frisullo fu arrestato nell’ambito dell’inchiesta barese su Giampaolo Tarantini. Insomma, il caso Ruby incrocia anche personaggi già noti alle cronache per i "vecchi" scandali del premier. Michele è stata ascoltata per 14 ore dal pm Ilda Boccassini. E oggi, ai microfoni de ilfattoquotidiano.it (guarda l'intervista di Lorenzo Galeazzi e Davide Vecchi), dice: "Sono il testimone chiave di tutta l'inchiesta". A sostegno della sua dichiarazione sulla presunta professione della Rubacuori, c'è ancora una volta la sua agendina, dove Karima El Mahroug è rubricata come "Rubbie troia". Dice Michele: "E' stata lei a confessarmi di essere una prostituta"

Libertà e giustizia

Firma l'appello di Libertà e Giustizia




Certo, bisogna stare attenti, perché resignation può significare anche rassegnazione...