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domenica 1 febbraio 2015

Resurrezione

Quasi due anni fa, dopo la mancata elezione di Prodi alla Presidenza della Repubblica, su questo blog scrivevo più o meno queste parole sul PD: «Fin da quando è stato creato, sono stato sicuro che fosse un partito mai nato, o nato morto, che sarebbe occorso uno sciamano per insufflargli l'anima, per resuscitarlo.»
Ebbene, oggi, dopo l'elezione di Sergio Mattarella, devo ammettere che quelle previsioni erano sbagliate. E devo ammettere che Renzi - che continuo comunque a non sopportare - ha saputo giocare benissimo la partita del Quirinale. E avere Mattarella come Capo dello Stato probabilmente è quanto di meglio si potesse sperare, considerato lo stato della politica e delle istituzioni italiane.

1980. L'omicidio del Presidente della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella, foto di Letizia Battaglia
In occasione dell'elezione di Sergio Mattarella, ho voluto riportare una storica foto di Letizia Battaglia di quel tragico giorno della befana del 1980 e una parte del brano di Attilio Bozoni, apparso sul sito di Repubblica di ieri. Il pezzo comincia così:
«In questa foto c’è il destino di un uomo. C’è la storia di una famiglia che è l’attraversamento della Sicilia, c’è il confine fra la vita e la morte. Era ancora vivo, respirava ancora il Presidente della Regione Piersanti Mattarella quando suo fratello Sergio lo stava tirando fuori dalla berlina scura dove era rimasto schiacciato qualche istante prima da otto pallottole. Era ancora vivo quando lui cercava di prenderlo per le spalle e gli sorreggeva il capo mentre la moglie Irma gli spingeva le gambe, spingeva e spingeva senza sentire più il dolore per quelle dita spezzate da uno dei proiettili.»

venerdì 27 aprile 2012

Forza dementi!

Dove osano gli idioti. Potrebbe essere il titolo di un film, per rappresentare una parte della gioventù teramana. Insipienza, ignoranza, pressappochismo, per non dire altro. Si tratta di un miscuglio di ingredienti frullati in cervelli già frullati di loro, ed eccone il risultato. Così, per colpa di pochi imbecilli, una giornata dedicata alla legalità (in cui la politica - con la p minuscola - non c'entra una mazza, semmai si sarebbe trattato di Politica - con la P maiuscola) viene trasformata in un pretesto per dare addosso a chi fa solo il proprio dovere.
E già: Antonio Ingroia non sarà a Teramo, domani.Ha preferito non creare problemi alla città.
Una città che è capace di finire sulla cronaca nazionale solo per fatti come questi dovrebbe farsi un collettivo esame di coscienza.

giovedì 26 aprile 2012

Forza vecchia

Una scritta recante il simbolo di Forza Nuova, che recita "Ingroia condannato a morte" fa "bella" mostra di sè da qualche ora in via Comi, a Teramo. Davvero una bella accoglienza per uno dei magistrati più esposti nella lotta a Cosa Nostra e ai legami tra mafia e politica! Infatti, sabato mattina il Procuratore Ingroia sarà a Teramo, presso la sala polifunzionale della Provincia, per un incontro con gli studenti della città e della provincia.Direte: ma si tratta di Forza Nuova, di cosa ti meravigli? Mi meraviglio, invece, perché non mi rassegno a un livello di ignoranza così elevato: segno di una (sub)cultura asservita ai potenti.

Via Comi, Teramo, aprile 2012